StaffVivasiracusa Maturità

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Inviato: Mar Gen 27, 2009 11:55 am Oggetto: |
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30 Anni Fa Delitto Francese.
In occasione del trentennale del vile assassinio del giornalista siracusano Mario Francese, organizzata dalla sezione siracusana dell’Associazione Siciliana della Stampa, in stretta collaborazione con l’Amministrazione Comunale, ha avuto luogo stamane la cerimonia commemorativa.
La manifestazione è iniziata alle 10,30 in piazzetta Leonardo da Vinci (lato viale Tica), dove è collocata la lapide che ricorda il sacrificio del cronista aretuseo ucciso trent’anni fa da Cosa nostra.
L’Assostampa, sempre in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Siracusa ha provveduto al restauro del piccolo monumento lapidario che, negli anni, aveva subito gli attacchi del tempo e degli agenti atmosferici.
“I giornalisti siciliani hanno pagato un pesante tributo di sangue alla lotta alla mafia – è stato l’intervento del sindaco Visentin, presente alla cerimonia -. In otto sono caduti sotto il piombo dei killer, pagando con la vita l’impegno e la serietà con i quali svolgevano il loro lavoro: svelare le strategie delle cosche che con prepotenza inquinano le corrette dinamiche sociali ed economiche. Mario Francese è cresciuto professionalmente a Palermo, ma noi siamo orgogliosi del fatto che sia nato a Siracusa e, come sindaco, sono orgoglioso che l’amministrazione comunale, molti anni prima che fossero condannati i colpevoli del suo omicidio, riconobbe, attraverso questa lapide, il valore dell’uomo e del professionista”.
Francese fu il primo ad intuire la pericolosità e la forza criminale dei corleonesi, la loro scalata dentro Cosa nostra, i loro interessi economici e persino la struttura stessa e le posizioni di comando di quella che allora era la più potente e conosciuta organizzazione mafiosa al mondo. Con le sue inchieste, scritte con stile semplice e diretto – da cronista abituato a raccontare ciò che vede e verifica -, con la sua intervista a Ninetta Bagarella, moglie di Riina e fratello del boss che poi lo avrebbe ucciso, Francese seppe anticipare di molti anni le cose che poi furono accertate in tanti processi di mafia.
Era il 26 gennaio del 1979 e il suo omicidio si inserisce in quella catena di delitti eccellenti, di magistrati e uomini delle forze dell’ordine che minacciavano la scalata dei corleonesi.
“La sua colpa fu soltanto questa: raccontare la verità e lanciare un allarme che le istituzioni non colsero – ha continuato Visentin esprimendo grande sensibilità circa la tragedia accaduta trent’anni fa -. Ma la mafia non accetta la verità perché vive e si sviluppa grazie alla menzogna, alla mistificazione della realtà e grazie all’omertà. Nessuno si deve permettere di raccontare in giro le sue cose, meno che mai si deve permettere di renderle di dominio pubblico e fare accendere i fari sui suoi interessi e sui suoi delitti.
In questo senso, il ruolo della stampa è importante e la democrazia sarà sempre più forte e le istituzioni più solide se avremo dei giornalisti liberi e messi in condizione di svolgere fino in fondo la loro funzione”.
Ma questa amara vicenda non si è chiusa con il processo contro gli assassini di Mario Francese. Quel delitto ha fatto un altra vittima nella famiglia Francese: Giuseppe, figlio di Mario, il più determinato di tutti nel cercare la verità e far condannare i colpevoli. Giuseppe era un capace funzionario dell’assessorato regionale agli Enti locali, che si dedico con serietà dei problemi dei minori. Decise di togliersi la vita poco dopo che l’ultimo carnefice di suo padre fu condannato. “E i responsabili di questa morte – sottolinea Visentin - non possono che essere gli stessi che uccisero Mario Francese”.
Presenti anche i giovani, piccoli grandi “critici” che con approccio motivato e profondo hanno partecipato alla commemorazione, intervenendo attivamente sulla tematica in questione e sul delitto atroce di Francese. Sono i ragazzi del Liceo Scientifico “Luigi Einaudi”, da anni impegnati, con gli insegnanti Domenico Di Stefano e Maria Rita Agosta, in un progetto di legalità.
Di seguito le dichiarazioni di Seby Palumbo e Fabiana Maraffa, che a nome della scuola hanno espresso il loro pensiero:
Seby Palumbo (V F): “Fabiana ed io siamo qui con i nostri compagni in rappresentanza del liceo EINAUDI. Partecipiamo con una certa emozione e grande rispetto a questa cerimonia in ricordo di Mario Francese, giornalista nato nella nostra città e assassinato a Palermo dalla mafia trenta anni fa. Mario Francese è stato ucciso perché era un giornalista di cronaca giudiziaria ed i suoi articoli puntuali, dettagliati e intelligenti non erano sopportabili per criminali sanguinari come Totò Riina e Bernardo Provenzano che lo hanno condannato a morte. Mario è stato tolto alla sua famiglia con la violenza dell’omicidio perché era un bravo giornalista.
Egli era un GRANDE come diciamo noi ragazzi quando una persona ha la nostra fiducia e stima. Tanto più era un Grande perché scriveva articoli coraggiosi in un clima di indifferenza generale. Potrebbe essere indicato come un eroe del nostro tempo; tuttavia è poco conosciuto persino nella città dove è nato: la nostra bella ma talvolta apatica ed ingrata Siracusa. Anche per questo motivo pensiamo che questa manifestazione sia importante”.
Fabiana Maraffa (II F): “Seby ed io pensiamo che questa manifestazione sia davvero importante ed utile per tutti. In particolare per noi ragazzi. A volte veniamo descritti come giovani con pochi valori e di scarso impegno nella scuola e nella vita di ogni giorno. Quando molti adulti - i cosiddetti esperti - parlano di noi, sentiamo espressioni come “questione giovanile”, “disagio giovanile” e addirittura “il problema dei giovani”. Noi non siamo un problema. Crediamo sinceramente di essere ragazzi normali che se qualcuno o qualcosa ci entusiasma mettiamo in azione tutta la nostra energia. Abbiamo bisogno di modelli positivi, di persone che non abbiano timore di mostrare le loro passioni, le loro competenze e l’amore per quello che fanno. Da questo punto di vista, Mario Francese è sicuramente un modello da conoscere ed apprezzare.
Nella nostra scuola la Sala Professori è intestata a Mario Francese e Carmelo Zaccarello – entrambi vittime innocenti di mafia. Abbiamo già imparato a conoscere qualcosa di Mario, Carmelo ed altri EROI come loro e abbiamo voglia di saperne sempre di più”. _________________
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