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extracomunitari e criminalità a siracusa
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MessaggioInviato: Gio Set 04, 2008 1:09 pm    Oggetto: extracomunitari e criminalità a siracusa Rispondi citando

Arresti arbitrari a Siracusa. La solidarietà in manette
Ecco la sorte dei richiedenti asilo che sopravvivono ai naufragi. E quella di chi cerca di difenderli
Un episodio di assoluta gravità, conferma del clima avvelenato dei tempi che stiamo vivendo, si è verificato la sera di domenica 24 agosto a Siracusa.

Prima si è sentito uno sparo proveniente dal sottopassaggio della stazione subito dopo un nucleo di agenti è intervenuto per fermare alcune decine di migranti, in prevalenza eritrei, che stavano per partire con un treno diretto a Nord.

Le modalità di intervento della polizia, al di là dell’uso del tutto ingiustificato di un arma da fuoco, negato dalla locale Questura, ma ben percepibile secondo i testimoni oculari, secondo quanto riferito dalla stampa, sono state particolarmente violente. Gli immigrati sono stati bloccati e poi costretti a pancia a terra mentre alcuni agenti premevano sulle loro schiene con ginocchia e piedi.

Un cittadino italiano che è intervenuto, protestando contro le modalità violente dell’intervento della polizia, è stato arrestato, sembrerebbe adesso, sulla base della contestazione da parte dell’Autorità giudiziaria, con l’accusa di concorso in lesioni e di resistenza a pubblico ufficiale, dopo che in un primo momento si era sparsa la voce che gli sarebbe stata contestato addirittura il reato di procurata evasione. Una evasione che non c’è mai stata perché i migranti, dopo lo sbarco, si erano allontanati da un centro di identificazione, uno dei tanti che si stanno moltiplicando in queste settimane in Sicilia per effetto dei provvedimenti di urgenza adottati dai prefetti a seguito della dichiarazione, da parte del governo, dello stato di emergenza “immigrazione”.
Rimangono ancora oscure le circostanze delle “lesioni personali” che avrebbe subito uno degli agenti intervenuto nell’operazione, lesioni contestate anche al cittadino italiano, occasionalmente presente in stazione, che è intervenuto in difesa dei migranti, circostanze sulle quali adesso indagherà la magistratura, anche sulla base delle numerose testimonianze dei cittadini che hanno assistito alla caccia all’uomo ed al fermo dei migranti. Dopo la convalida degli arresti da parte del magistrato, sia i migranti che il cittadino italiano sono stati rimessi in libertà, mentre l’impianto accusatorio imbastito a loro carico denota già lacune e contraddizioni.

Al di là della singola vicenda sulla quale si dovrà tornare quando il 24 ottobre prossimo il giudice, nell’ambito di un procedimento con rito direttissimo, si pronuncerà sulle accuse ricavate dai verbali dalla polizia, quanto successo alla stazione ferroviaria di Siracusa conferma come si impiantano procedimenti penali nei confronti di potenziali richiedenti asilo, in questo caso nove eritrei ed un etiope, sulla base di accuse che non sembrano reggere alla prova dei fatti.
Come è noto, però, il confine del reato di “resistenza a pubblico ufficiale” diventa sempre più incerto soprattutto quando si tratta di arrestare immigrati irregolari. Immigrati che talvolta ritrattano persino le denunce degli abusi e delle percosse subite. Si potrebbe parlare ormai di un reato “a definizione successiva”, in base alla valutazione discrezionale dei fatti, piuttosto che al loro effettivo svolgersi. Ma su questo si dovrà pronunciare l’autorità giudiziaria che dovrà garantire il rispetto del principio di legalità. Per tutti ed in tutte le direzioni.

Si introduce poi una preoccupante novità, per la prima volta in Sicilia un cittadino italiano che protesta in difesa dei migranti viene arrestato e privato per diverse ore persino della possibilità di comunicare con gli amici e con un avvocato. La solidarietà e la difesa dei diritti umani sotto processo sulla base di un verbale di polizia. Addirittura, secondo quanto riferisce la stampa, come se l’intervento del cittadino italiano si fosse tradotto in un incitamento all’aggressione dei poliziotti.
Un avvertimento per il futuro, per tutti gli antirazzisti che cercheranno di intromettersi nelle fasi “calde” del controllo e della “movimentazione” dei migranti irregolarmente giunti nel nostro territorio, in fuga da guerre e da persecuzioni etniche.
Eppure, secondo l’art. 12 secondo comma, del Testo Unico sull’immigrazione, “non costituiscono reato le attività di soccorso e di assistenza umanitaria prestate in Italia nei confronti degli stranieri in condizioni di bisogno comunque presenti nel territorio dello stato”. E dunque l’esimente vale anche nel caso di interventi che si limitano alla richiesta di maggiore umanità anche nei confronti di persone che non sono state ancora identificate o si trovano comunque in una condizione di soggiorno irregolare.

Se questo arresto costituisce un fatto nuovo, non è invece una novità l’arresto di persone che si allontanano da centri di prima accoglienza che non sono qualificabili come centri di detenzione amministrativa, e che anche se lo fossero, non sarebbero mai equiparabili ad un istituto penitenziario, l’unica struttura carceraria dalla quale chi evade commette un reato e chi lo aiuta commette il reato di procurata evasione. Il fermo di immigrati irregolarmente presenti nel territorio dopo lo sbarco non può implicare di per sé alcuna responsabilità penale, né per coloro che vengono arrestati, né per coloro che vi hanno prestato assistenza umanitaria.. Eventuali comportamenti di resistenza vanno contestati individualmente ed anche per questi casi vale la presunzione di innocenza sino alla eventuale condanna definitiva.

Si rileva anche, dalle cronache della stampa locale, come purtroppo stia diventando una consuetudine, dopo ogni sbarco, anche quando ci sono stati morti e dispersi, la individuazione di alcuni scafisti, come se non fosse universalmente noto ( anche al ministero dell’interno) che sulle imbarcazioni più piccole scafisti non ce ne sono, e sono i migranti che a turno si alternano al timone. Alcuni anni fa si era addirittura giunti ad incriminare tutti i migranti presenti su una piccola imbarcazione per agevolazione (reciproca?) dell’ingresso di “clandestini”. Non si hanno purtroppo notizie dell’esito di questo processo, ma la speranza di saperne qualcosa è l’ultima a morire. Forse anche questo procedimento per direttissima si sarà chiuso con il patteggiamento della pena, la liberazione degli imputati e la successiva loro scomparsa nella clandestinità. Magari con l’aiuto di qualche interprete compiacente che ha “spiegato” la situazione agli imputati comportandosi di fatto come un avvocato d’ufficio. Il risultato peggiore, anche se si fosse trattato di incalliti criminali.

Di certo, mentre pochi sbarchi si verificano ancora con grandi imbarcazioni, e lì gli scafisti non mancano, sui mezzi più piccoli, sempre più piccoli e pericolosi per sfuggire ai controlli adesso più intensi anche per l’impiego delle pattuglie di FRONTEX, gli scafisti non si azzardano a salire. Le organizzazioni che dalla Libia gestiscono le partenze verso l’Italia, con la copertura politica del regime libico che usa gli sbarchi come merce di scambio e della polizia di quel paese che lucra sulle vite dei migranti in combutta con le bande criminali, si limitano a fornire una bussola ed un telefono satellitare con il quale chiamare i soccorsi. Queste circostanze sono confermate, oltre che dalle testimonianze dirette dei migranti, raccolte negli anni dagli antirazzisti presenti a Lampedusa, dalle decine di tragedie che si sono verificate, anche in questi giorni, perché i migranti hanno perso la rotta, come è successo ancora ieri a sud di Malta, con decine e decine di morti e dispersi.

Ma in Italia, se si arriva vivi, non sempre va bene. Alla individuazione degli pseudo-scafisti, segue regolarmente l’arresto in carcere, un processo per direttissima e una sentenza di patteggiamento della pena, con la conseguente liberazione dei malcapitati, e quindi della loro espulsione, una espulsione che nessuno riesce poi a mettere in esecuzione, trattandosi assai spesso di persone che provengono da paesi nei quali l’Italia non può respingere o espellere perché le vittime di queste procedure potrebbero subire trattamenti disumani e degradanti, sulla base del preciso divieto sancito dall’art. 3 della Convenzione Europea a salvaguardia dei diritti dell’uomo. Ma dopo il patteggiamento della pena, un provvedimento di espulsione ed una detenzione per qualche mese in carcere, il “sospetto scafista” sarà un “clandestino” e dunque un criminale, a vita, in tutta Europa, grazie agli archivi informatici che collegano tutte le polizie europee, e per effetto della schedatura avrà possibilità minime di riconoscimento dello status di protezione internazionale o altre vie di legalizzazione.
Vorremmo proprio sapere quanti migranti condannati come scafisti dai Tribunali siciliani in questi anni sono stati effettivamente espulsi, quanti hanno patteggiato la pena, quanti sono stati assolti, quanti hanno avuto accesso alla procedura di asilo, quanti sono invece scomparsi nella clandestinità. Magari potrebbe essere un utile materiale di studio in vista dell’adozione del nuovo decreto sulle procedure di asilo, che il nuovo governo si sta apprestando ad adottare seguendo una “procedura anomala”, con il preventivo invio dello schema di decreto alla Commissione di Bruxelles, un modo per strappare il preventivo appoggio europeo ed il sostegno interno del Partito democratico.

L’applicazione disumana del Regolamento Dublino, che stabilisce come paese competente per l’esame delle domande di asilo il primo paese di ingresso nell’Unione Europea, un regolamento che è ancora in vigore, malgrado i casi di sospensione nei confronti della Grecia, sospensione confermata adesso anche da una sentenza di un Tribunale amministrativo, induce molti migranti in procinto di arrivare in Sicilia, a tentare di scarnificare, anche a morsi, le proprie dita per cancellare le impronte digitali. E anche qui, dopo l’approvazione del pacchetto sicurezza voluto dal nuovo governo, per i potenziali richiedenti asilo, piuttosto che i centri di accoglienza e la integrazione, si apre la prospettiva del carcere, della clandestinità, dell’esclusione. Ed anche della schiavitù vera e propria perché poi queste stesse persone, costrette alla clandestinità, si ritrovano nei campi di Alcamo, di Ragusa, di Pachino, o in Campania, in Calabria ed in Puglia, costrette ai lavori più umili e rischiosi, talvolta senza neppure ricevere la paga e comunque sottoposti a violenze che non possono neppure denunciare perché “clandestini”.

Dopo i provvedimenti che hanno criminalizzato tutti gli immigrati irregolarmente giunti in Italia si presenta il rischio concreto che per queste ragioni molti potenziali richiedenti asilo finiscano per mesi a marcire in carcere, piuttosto che ricevere assistenza ed essere inseriti tempestivamente nella procedura per il riconoscimento dello status di rifugiato o della protezione internazionale. Anche il Ministero dell’interno riconosce che tra i migranti che sbarcano in Sicilia aumenta la percentuale dei potenziali richiedenti asilo, ma poi nei loro confronti si usano gli stessi metodi adottati per i “clandestini”. In Italia il 35 percento di coloro che sono arrivati via mare nel 2007 hanno fatto domanda d’asilo ed il 22 percento del totale si è visto riconoscere una forma di protezione (status di rifugiato o protezione umanitaria).
Chi pensa di usare il codice penale e gli arresti di polizia nei confronti di migranti in fuga che già hanno sperimentato sulla loro pelle ogni sorta di angheria e violenza da parte delle polizie dei paesi di transito, brucia qualunque speranza di vita nella legalità che pure si dovrebbe riconoscere ai migranti sulla base della Convenzione di Ginevra e delle norme interne che attuano le direttive comunitarie in materia di accoglienza, di status e di procedure per coloro che richiedono asilo o protezione umanitaria.

Una situazione già gravissima, che tra pochi mesi potrebbe diventare esplosiva se si dovessero riprendere le espulsioni di massa verso i paesi di transito, come la Libia, anche nei confronti di migranti che non sono cittadini di quei paesi, dai quali potrebbero essere poi rinviati ne paesi di origine a subire arresti arbitrari, torture ed abusi di ogni genere. Ma l’accordo tra Berlusconi, Frattini, Maroni e Gheddafi sembra sempre più vicino. Come rimangono in vigore gli accordi di riammissione con l’Egitto ed il Marocco, malgrado le dure critiche espresse a tale riguardo nei confronti dell’Italia dalla relazione Hammarberg, e dunque dal Consiglio d’Europa, lo scorso luglio. E magari Berlusconi e Gheddafi stringendosi la mano avranno pure il coraggio di richiamare i diritti umani di cui -come è noto - sono tutti strenui difensori.

Chiediamo attenzione su questi problemi all’opinione pubblica ed ai mezzi di informazione. Una opinione pubblica sempre più forcaiola e intollerante, anche nei confronti di chi chiede asilo, una opinione pubblica rassegnata o che si ritiene rassicurata dalla “tolleranza zero” che si sta applicando nei confronti dei migranti e, come stiamo vedendo adesso, anche nei confronti degli antirazzisti. Una opinione pubblica che invece dovrebbe essere allarmata sempre di più dalle possibili conseguenze che la “guerra interna”, dichiarata adesso anche ai potenziali richiedenti asilo, potrà produrre sui rapporti di convivenza tra gli italiani e quanti, fuggendo verso il nostro paese dopo avere subito abusi, carcere ed umiliazioni di ogni genere, vi hanno trovato solo altri abusi, altro carcere ed altre umiliazioni.

Fulvio Vassallo Paleologo
Università di Palermo
[ venerdì 29 agosto 2008 ]
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MessaggioInviato: Gio Set 04, 2008 1:10 pm    Oggetto: Rispondi citando

SIRACUSA: POLIZIA SEDA RISSA MA RESTA COINVOLTA IN INCIDENTE
SIRACUSA (ITALPRESS) - Giornata "movimentata" per due pattuglie della Polizia di Siracusa che, dopo avere arrestato 4 extracomunitari per una rissa scoppiata all'interno del centro di accoglienza di Cassibile, sono rimaste coinvolte in un incidente stradale, senza pero' gravi conseguenze. Gli agenti stavano trasferendo in carcere i 4 arrestati, due nigeriani e due ghanesi, quando, per evitare lo scontro con una Ford Fiesta che aveva invaso la carreggiata per un sorpasso, si sono scontrate. L'incidente e' avvenuto sulla strada provinciale 14, all'altezza Fonte Ciane. Poliziotti e arrestati sono quindi stati soccorsi e accompagnati al pronto soccorso dell'ospedale Umberto I. I cittadini extracomunitari sono stati dimessi e accompagnati in carcere. I 4 agenti hanno riportato lievi ferite. (ITALPRESS). 02-Set-08 20:44 NNNN
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MessaggioInviato: Gio Set 04, 2008 1:10 pm    Oggetto: Rispondi citando

SIRACUSA: MAROCCHINO PRESO A COLPI DI PIETRA, 5 ARRESTI
SIRACUSA (ITALPRESS) - Cinque marocchini sono stati arrestati dai carabinieri, a Cassibile, frazione di Siracusa, perche' accusati di avere aggredito e preso a colpi di pietra, colpendolo al volto, un loro connazionale. L'episodio e' avvenuto l'8 agosto scorso ed e' stato denunciato dalla vittima dell'aggressione, A.A. di 36 anni, bracciante agricolo. L'uomo, incensurato ed in possesso di regolare permesso di soggiorno, si e' rivolto ai militari. In manette, su ordine di custodia cautelare emesso dal gip del Tribunale di Siracusa, sono cosi' finiti: Miloud Charqane, 28 anni, Kalid Charkwe, 27 anni, Al Mahjoub Charqane, 24 anni, Mohamed Charkan, 30 anni, e Charki Charkane, 21 anni, tutti senza fissa dimora. Sono in corso le ricerche di un sesto extracomunitario destinatario del medesimo provvedimento, che risulta al momento irreperibile. I sei marocchini avrebbero aggredito il bracciante agricolo, loro connazionale, minacciandolo con una falce e facendogli perdere conoscenza dopo averlo preso a colpi di pietra, mentre si trovava all'interno dell'azienda agricola presso cui e' regolarmente assunto, allo scopo di convincerlo ad abbandonare il proprio impiego cosi' da subentrare al suo posto. (ITALPRESS). 02-Set-08 17:36 NNNN
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MessaggioInviato: Gio Set 04, 2008 1:12 pm    Oggetto: Rispondi citando

Oggi, la Polizia di Stato ha tratto in arresto BENDARAGE Asith Kumara, classe 1973, cittadino dello Sri Lanka, per rissa e resistenza a P.U.

L’arrestato, unitamente ad altri cittadini extracomunitari, si rendeva protagonista di una rissa, scaturita per futili motivi in Piazza Santa Lucia.

Gli Agenti delle Volanti, intervenuti per sedare la rissa, oltre al BENDARAGE, hanno denunciato in stato di libertà F.M., classe 1967 e W.A.S., classe 1978, entrambi dello Sri Lanka, accusati anch’essi del reato di rissa.

La regolarità della presenza dei cittadini srilankesi sul territorio dello stato è al vaglio dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Siracusa
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rosanero
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MessaggioInviato: Gio Set 04, 2008 1:55 pm    Oggetto: Rispondi citando

sperando che siracusa non stia diventando come la maggior parte delle città italiane, rigurdo lo straniero
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Zio Fra
Asilo Nido


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MessaggioInviato: Gio Set 04, 2008 2:13 pm    Oggetto: Rispondi citando

Si, hanno innalzato un pò la guardia, rispetto al passato... troppi sbarchi a Lampedusa e troppi casini a Cassibile...


Ma la delinquenza e la criminalità non ha colore...dunque vengono trattati come comuni cittadini...se fanno risse o atti delinquentosi, finiscono in carcere o, nei casi più gravi, vengono espulsi.
Bene così.


Finalmente, si individuano e arrestano anche gli SCAFISTI fra l'altro, ovvero coloro che sfruttano la povera gente, facendoli viaggiare in condizioni disumani, e spesso ne sono la causa della morte in mezzo al mare....
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Sono Tornato nel mio Stato Mentale...lasciate ogni speranza...
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Neonato


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MessaggioInviato: Gio Set 04, 2008 4:25 pm    Oggetto: Rispondi citando

Fate parte dell'Italia voi?! e allora extracomunitari per tutti.


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lore
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MessaggioInviato: Gio Set 04, 2008 4:45 pm    Oggetto: Rispondi citando

nella nostra costituzione è sancito che "LA LEGGE è UGUALE PER TUTTI!" come sappiamo però ultimamente per qualcuno si è fatta eccezione! Shocked
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MessaggioInviato: Ven Ott 10, 2008 12:51 pm    Oggetto: Rispondi citando

Siracusa: Rissa In "Istituto Umberto I", Arrestati Cinque Extracomunitari

Ieri alle ore 12.50 circa, Agenti delle Volanti della Polizia di Stato sono intervenuti all’interno dell’Istituto Umberto I sito in via Canonico Barreca, per la segnalazione di un’aggressione ai danni di alcuni operatori, i quali lavorano nell’Istituto.
La struttura ospita 140 cittadini extracomunitari, di varie etnie, i quali hanno richiesto lo status di rifugiati.
Sul posto alcuni cittadini stranieri coalizzati tra loro litigavano furiosamente con un altro gruppo i cui componenti allo stato non sono stati ancora identificati.
Nell’occorso gli Operatori della struttura intervenivano, riuscendo in un primo momento a sedare la rissa.
cSucessivamente, però, gli extracomunitari, riorganizzatisi in gruppo, aggredivano fisicamente i tre operatori i quali riportavano lesioni a causa dei calci e dei pugni inferti loro dagli stranieri che utilizzavano anche una sbarra di ferro.
Gli Agenti della Polizia di Stato riuscivano a bloccare cinque cittadini coinvolti nella rissa e nell’aggressione tutti di origine somala, identificati successivamente per:
- MOHUMED Abdifitah, classe 1988
- IBRAHIM Jabril, classe 1989
- ABDULAHI Munudin, classe 1982
- BASHIR Omar, classe 1986
- MAHOMAD Abdi, classe 1980
I cinque sono stati arrestati per il reato di rissa e tradotti nella Casa Circondariale di Contrada Cavadonna.


articolo di siracusanews
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MessaggioInviato: Mar Ott 14, 2008 12:53 pm    Oggetto: Rispondi citando

Siracusa: Rumeni Molesti In Una Pizzeria Si Ribellano Alle Forze Dell'Ordine


Nella serata di ieri, Agenti delle Volanti hanno arrestato LISNIC Vincenti Laurentiu, e CUCU Iulian, entrambi rumeni di 36 anni, per i reati di resistenza, minacce e lesioni a Pubblico Ufficiale.

Alle ore 20.40 di ieri, a seguito di segnalazione telefonica, Agenti delle Volanti della Questura di Siracusa sono intervenuti in una pizzeria sita in Via Elorina, giunti sul posto apprendevano dal personale del locale che tre rumeni, clienti della pizzeria, stavano importunando gli altri avventori ed i camerieri.

I componenti delle Volanti, individuati i tre, si avvicinavano al loro tavolo per identificarli ma, alla vista degli Agenti, due dei tre rumeni iniziavano ad inveire contro gli operatori di Polizia e ad apostrofarli con pesanti frasi ingiuriose, rifiutandosi di fornire le generalità.

Non senza fatica i componenti delle Volanti riuscivano a condurli all’esterno della pizzeria. Quando uno dei due intuiva che stava per essere condotto in Questura per l’identificazione colpiva con un improvviso e violento calcio un Agente ed unitamente all’altro suo connazionale poneva in essere una strenua resistenza agli Agenti che li immobilizzavano e li traevano in arresto.

Gli arrestati, dopo le incombenze di rito, sono stati condotti nella Casa Circondariale di Cavadonna. L’Agente colpito da uno degli arrestati, visitato al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Siracusa, ha riportato pochi giorni di prognosi ed è stato dimesso.
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MessaggioInviato: Mar Ott 28, 2008 2:59 pm    Oggetto: Rispondi citando

Portopalo: Di Giorno Un Paradiso - Di Notte Una Meta Per Clandestini

Alle ore 23.00 di ieri, ormeggiava presso il porto di Portopalo di C.P. una imbarcazione con a bordo 57 cittadini extracomunitari, di cui 5 donne, tutti provenienti dagli stati dell’Africa Centrale. I clandestini viaggiavano a bordo di un gommone di colore nero di metri 12 circa di lunghezza, equipaggiato con un motore fuoribordo marca Yamaha 40 cv.

Le immediate indagini di polizia giudiziaria condotte dagli Agenti del Commissariato di P.S. di Pachino, unitamente al personale del Gruppo Interforze Contrasto Immigrazione Clandestina istituito presso la Procura della Repubblica di Siracusa, consentivano di porre in stato di Fermo di indiziato di delitto tre cittadini somali identificati quali scafisti (MAXAMED JASIM Nuumow, classe 1986, XAASHI CALÌ Abshir, classe 1983 e RUFAACI MAXAMED Abdolkhaadir, classe 1986.

Al termine delle identificazioni e delle visite mediche i 54 cittadini extracomunitari sono stati accompagnati presso il C.P.T. di Cassibile.
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MessaggioInviato: Sab Nov 15, 2008 3:11 pm    Oggetto: Rispondi citando

Due Poliziotti In Borghese Arrestano Una “Lucciola” Spacciandosi Per “Clienti”


In questi giorni, gli Agenti del Commissariato di Lentini, unitamente ai colleghi del Reparto Prevenzione Crimine di Catania, sono impegnati in servizi straordinari di prevenzione generale e di controllo del territorio.

Il nuovo piano di controllo del territorio prevede anche il pattugliamento nelle strade SS 194 ed SS 385 ove si denota la presenza di donne, soprattutto extracomunitarie, dedite all’attività di meretricio, al fine di prevenire ed eventualmente reprimere l’attività criminosa dello sfruttamento.
L'altroieri alle ore 16.30, nell’ambito di tali servizi, gli Agenti hanno tratto in arresto VALENTINA Valentina (in foto), classe 1983, di origine ganese e, denunciato, in stato di libertà, S. G., classe 1983, di origine liberiana.

In specie, nell’ambito di servizi, gli Agenti si recavano in Contrada Bonvicino, sull’arteria stradale S.S. 385.
Giunti all’altezza del Km. 4,000 circa, sul ciglio della carreggiata veniva notata la presenza di una giovane donna di colore che, abbigliata in modo sconveniente, ossia quasi totalmente svestita, era intenta a svolgere l’attività del meretricio. Difatti, alla presenza degli operatori, i quali si erano presentati in abiti civili ed a bordo di auto con colori di serie, la donna dichiarava senza indugio il prezzo da pagare per una prestazione sessuale.

La stessa, a richiesta degli operatori, che avevano frattanto rivelato la propria qualità, riferiva di chiamarsi G. S., di 24 anni e di essere senza fissa dimora.
Priva di documenti d’identificazione la donna è stata accompagnata presso gli uffici della Polizia Scientifica della Questura di Siracusa al fine di procedere alla sua compiuta identificazione.

Dalle verifiche effettuate risultava che la donna aveva già fornito in diverse occasioni altri nominativi. Per tali motivi la stessa è stata denunciata oltre che per atti contrari alla pubblica decenza, anche per falsa attestazione sulla propria identità.
Altri Agenti del Commissariato proseguivano il pattugliamento e sul ciglio della strada notavano la presenza di un’altra donna di colore, anch’essa quasi totalmente svestita, intenta a svolgere l’attività del meretricio.

Questa, compreso che trattavasi di Operatori di Polizia, cominciava a dimenarsi energicamente e, non riuscendo a fuggire aggrediva i Poliziotti anche con morsi.
Con non poca fatica, la straniera veniva bloccata e dichiarata in arresto.
La donna veniva, anche denunciata per atti contrari alla pubblica decenza.
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MessaggioInviato: Lun Nov 24, 2008 1:12 pm    Oggetto: Rispondi citando

Alle ore 19.00 di ieri, Agenti delle Volanti sono intervenuti in Via Marabitti per una lite in corso. Gli operatori delle Volanti, giunti sul posto, constatavano che vi era, ancora in corso, una accesa lite tra RUFAI Naeda, classe 1984, originaria del Ghana ed il proprio compagno, anch’egli cittadino extracomunitario.

Oltre ai due si notava la presenza di altri due cittadini extracomunitari che, richiamati dalle urla, volevano fare da pacieri. Le persone presenti venivano accompagnate in Questura dove, dopo aver chiarito i contorni della vicenda, si appurava che la lite era scaturita per l’accesa gelosia della donna.

Dagli ulteriori accertamenti si scopriva, altresì, che a carico della RUFAI pendeva un Decreto di Espulsione emesso dal Prefetto di Siracusa nello scorso maggio, pertanto, veniva tratta in arresto.
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MessaggioInviato: Gio Nov 27, 2008 6:05 pm    Oggetto: Rispondi citando

Cassibile – Centro Accoglienza Umberto I° di via Barreca. Un centro di immigrazione per i tanti “sans papier”, i clandestini senza documenti che sbarcano con insostenibile frequenza sulle nostre coste.

Un rifugio di prima accoglienza per dare un tetto ed un pasto agli ospiti, prima che le Autorità decidano del loro destino: rimpatrio o status di rifugiato politico.
La vita non è facile. L’angoscia, la disperazione, il pensiero di tutto ciò che si è lasciato dietro, miseria ed affetti, la preoccupazione del prezzo pagato agli “scafisti” per attraversare il mare che divide l’Africa dall’Europa, investimento che sta per vanificarsi con il rimpatrio, rendono faticosa la convivenza.

Non è insolito, in queste condizioni, che una “parola di troppo”, un gesto, una spinta fra connazionali o compagni di sventura possano sfociare in una rissa in piena regola. La tensione c’è. Come arma si può usare anche il collo di una bottiglia spezzata.

Così ha fatto Ali Aynale, 24 anni, somalo di provenienza, ospite del centro di accoglienza che ieri sera si è scagliato contro un suo connazionale procurandogli lesioni alla mano.

All’arrivo dei Carabinieri, immediatamente chiamati dai responsabili del Centro, ha dapprima tentato la fuga poi si è scagliato contro i militari ma bloccato e ammanettato è stato condotto al Comando di viale Tica e poi al Carcere di Cavadonna.

Dovrà rispondere di lesioni personali e resistenza a Pubblico Ufficiale, comparendo probabilmente già domani davanti al Tribunale aretuseo.

Il suo connazionale è stato accompagnato all’Ospedale dove, per le contusioni e ferite, ne avrà per dieci giorni.
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MessaggioInviato: Gio Nov 27, 2008 6:07 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ieri, Agenti delle Volanti hanno arrestato Azeddine El Aslaoui, classe 1981 ed Adil Haddadou, classe 1985, entrambi di origine marocchina, per i reati di rissa e tentata violenza sessuale nei confronti di due giovani donne di origine somala di 23 e 19 anni.

Gli Agenti intervenivano in via Ronco Rubino, al capolinea dei pullman, per la segnalazione di un’aggressione subita da due giovani donne.
Giunti sul posto gli Operatori accertavano che, poco prima, due individui extracomunitari avvicinavano le due giovani donne nel tentativo di trascinarle in un luogo appartato ed usare violenza contro di esse.
Le urla delle vittime attiravano l’attenzione di alcuni passanti, i quali, riuscivano a mettere in fuga gli aggressori.

Gli Agenti si ponevano alla ricerca dei due individui, allorquando ricevevano la nota d’intervento da parte della Sala Operativa che segnalava una rissa dove erano coinvolti alcuni extracomunitari, su un pullman in viale Paolo Orsi.

Intervenuti sul posto gli Agenti riuscivano a bloccare tre extracomunitari del folto gruppo di persone che all’arrivo della Volante si davano alla fuga.

Dalle indagini avviate gli Operatori di Polizia accertavano che la rissa era strettamente collegata all’aggressione delle due donne avvenuta poco prima.
Infatti la rissa, scoppiata tra alcuni cittadini di origine marocchina, all’interno del pullman, era motivata dai commenti che Azeddine ed Adil facevano sull’aggressione commessa prima. Commento che non sfuggiva ai loro connazionali presenti, scatenando la rissa.

Il terzo cittadino accompagnato in Questura risultava estraneo ai fatti, mentre Azeddine ed Adil venivano dichiarati in arresto nella Casa Circondariale di Cavadonna.
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